Cucina

Come Preparare la Polenta

La polenta è un piatto “povero” della cultura popolare, molto apprezzato, specialmente in nord Italia e nelle zone montane di Abruzzo e Molise.

Il suo ruolo a tavola è – solitamente – di accompagnamento ai piatti, esattamente come il pane.

L’ingrediente principale della polenta è la farina di cereali (la più diffusa è la polenta gialla, con farina di mais). La farina è di solito macinata a pietra, in una granulometria variabile a seconda della regione di provenienza.

La sua preparazione consiste nel versare la farina di mais in un paiolo di rame, contenente acqua bollente e sale, mescolando frequentemente l’impasto con un bastone di legno di nocciolo chiamato “cannella”. Il tempo di cottura non è mai di solito inferiore ad un’ora.

Una volta pronta, viene presentata in un’asse circolare coperto da un canovaccio. Viene servita con un cucchiaio, oppure tagliata a fette. A volte viene utilizzato un filo di cotone per il taglio.

Esistono numerose varianti, non solo in Italia, ma in tutta Europa e alcune regioni dell’America Latina.

Generalmente, la polenta può essere a base di carne, pesce, ma anche verdure (in alcune zone del Trentino viene servita anche con le patate).

Come molti piatti della tradizione povera, la polenta fornisce un ricco apporto nutrizionale: 100 grammi di prodotto contengono 9 grammi di proteine, 76 grammi di carboidrati, 3,8 grammi di grassi, 3,5 grammi di fibre, ferro, fosforo, vitamina A e vitamina PP.

Si consiglia di abbinare la polenta a un vino rosso fermo, di medio corpo, come ad esempio un Alto Adige Cabernet-Merlot, Sauvignon, Cabernet-Sauvignon, Barbera, Cabernet, Rosso del Trentino, Rosso della Val D’Aosta, Sessella e Inferno.

Tra le ricette più apprezzate in Italia, sono da evidenziare
“Taragna” valtellinese: perfetto mix tra grano saraceno e mais;
“Vuncia” brianzola: particolare per il suo contenuto di parmigiano e burro alla salvia;
“Cunsa” piemontese: anche questa a base di formaggio, principalmente Toma;
“Carbonera” trentina: contiene farina di Storo e sugo di salamino fresco, accompagnato da cipolla e formaggio Spressa;
“Cazzagai” emiliana: polenta gialla e fagioli al sugo di pomodoro e pancetta.

Un piatto da provare.

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