Come Pescare il Tordo

Possono essere chiamati tordi in pratica quasi tutti i pesci che appartengono alla famiglia dei Labridi, eccettuata la donzella e qualche altro esemplare raro.

In realtà, i Tordi sono suddivisi in 9 diversi generi e circa una ventina di specie. Le caratteristiche morfologiche comuni sono costituite da una bocca estremamente carnosa con labbra sporgenti, corpo allungato abbastanza compresso, pinna caudale di forma arrotondata, ed un sottile stato di muco che ricopre la pelle. Non è facile classificare le varie specie, a causa della particolare condizione ermafrodita di questi pesci. I tordi raggiungono come taglia massima, a i 40 cm. Di lunghezza ed il kg di peso.

Abitudini
Si tratta di pesci dalle abitudini sedentarie che stazionano sui fondali mimetizzandosi ala perfezione con le rocce e la flora marina. Si muovono in acqua senza sforzo apparente, “scivolando” mantenendosi quasi immobili, tramite una spinta di uno scatto iniziale.

Metodi di pesca
Dalla costa, il tordo si pesca con canne da fondo, mentre il sistema classico di pesca è rappresentato dal bolentino. La lenza madre è tenuta avvolta su un grosso sughero rettangolare, e sarà dello 0,45 con un finale dello 0,35 che si unisce tramite una girella con moschettone. Su un amo n°2 per ognuno dei due braccioli di 25 cm. Che si dipartono dal finale, montare tremolina o un piccolo gambero vivo. Pescando solitamente su fondali ricoperti di abbondante flora, bisogna fare abbastanza attenzione che l’amo non vi si impigli, tenendo quindi il piombo (di circa un etto) sollevato dal fondo di un mezzo metro. Il tordo è molto facile da recuperare, essendo abbastanza pigro e quasi privo di concrete reazioni, ed è di conseguenza agevole portarlo in barca